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(napoli)
Il cinema è finzione
e io ci casco benissimo
napoli
Raga tutto bene. A parte il fatto che l'altra mattina mentre mi fumavo beatamente una sigaretta fuori da un bar, si sono fermati davanti a me due motociclisti col casco. Siccome solo chi sta per fare una strage qui porta il casco, io ho alzato subito le mani in aria esclamando "Noooooo, non sono stato io!!!!! Non c'entro nulla vi state sbagliando, state prendendo un qui pro quo !!!!!!"
Quelli, che erano lì per puro caso, pensando che solo chi esclama tali parole in realtà è davvero colpevole di un qualcosa di gravissimo e quindi degno di morire, subito hanno tirato fuori la pistola tirandomi da un metro tre colpi all'altezza del cuore.
E se ve lo racconto è solo grazie al "Vangelo secondo san Gennaro" che mi porto sempre nascosto sotto la giacca all'altezza del cuore.
napoli, 27 febbraio 1956
Dopo 4 giorni di permanenza in questa città, tutto quel che dapprincipio recava noia e fastidio, comincia a piacere. Ci si accorge di essere entrati in un mondo antichissimo, civile, che ha continuato a vivere fino a noi, e che prospera nonostante la nostra estrema volgarità moderna. E' la sua continuità che fa di Napoli, oggi, la vera capitale d'Italia. Qui tutto si riallaccia al passato, senza fratture, nei modi, nelle cose, nei colori; qui la modernità non è ancora riuscita a infrangere il ritmo del costume napoletano, il solo, in Italia, che abbia tono, il tono della grande città. Qui si trova quel che si vuole; qui si conserva quel che altrove si getta; qui si stimano quegli usi, quelle galanterie, quei capricci cha a Milano sono reputati inutili; qui tutto prende valore e trova il suo posto, anche un bicchiere rotto. Qui il vizio e la virtù non sono separati da precisi contorni, e quasi si danno la mano, nella tolleranza di una civiltà che non condanna a occhi chiusi.
(da "La sua signora" di Leo Longanesi)
....non datum esse
humanae imbicillitati
ut magnae sine vitiis virtutes
existant....
(forse nemmeno Luigi Necco riuscirebbe a raccontare tutti questi meravigliosi giorni vissuti a)
napoli
Dopo Virgilio, Leopardi e Maradona
anche io
sono approdato nella città più bella del mondo
(sitges)
c'ho i capelli
paro Napoleo'
Mahe
...venga signò bbona ferma qqua daje ke famo 'a foto.. no ferma stia bbona se sistemi 'n attimo signò ke c'ha er zeno tutto de fora...ecco ccosì... bbrava...forza annamo scorrereeeee! via avanti 'n artro! eccoli i signori bbelli! daje... feeeermiiiii....bbbravi!...n'artraaa?....fate ncincin fate un bascio fate querchevvepareeee....oh! ccosì! finarmente... ammazza ke fatica aho! ma cche cc'avete stasera ??? ancora su, ddajeee!! e fateve sta foto ke sete tuttiinghingheri stasera!! ...eccoli n'artri...bboni signo'! daje ke cce n'avete ancora pe ttre ore.. questa la mannamo direttamente ar marmista....forza su ddaje camminareeee....ammazza signò quanto stabbene co sto vestito signò stia bbona 'n attimoooo....zacchete!...signò po' arritorno ke je faccio pure er video eh? m'ariccomanno se prepari e nun beva troppo ke ggià c'ha li occhi tutti storti....avantiiiiii aho! ennamo no?!? daje!! eccolo er zignore...feeermooo...se sistemi er ciuffo?!? bbravo! quant'è vvenuto bbene! se venga a vvedè quant'è bbello ar ponte 4 ar fotoscioppe ...sì m'ariccomanno, sì sì mo' pperò se metta a sedè, me faccia fa la foto a sti regazzini.....che ccarini sti bbambini aho! signò me li fermi 'n secondo ke je faccio 'a foto ricordo d'a croscera....signò si nu mme li tiene no jela famo a foto signò... ma ke c'hanno addosso, er diavolo??!! cche je c' avete messo ner latte??!!...forzza passareeee...lasciate passare pe ffavoreee....sì sì signò...come "no" signò, qqui nun esiste er "no" signò, se metta in posa, ecco sì de treqquarti è mmejo, che nun ze vede la panza....come dice signò?? "ha preso troppo sole"??...no signò... nun è lei k'ha preso er zole, è er zole k'ha preso lei signò....
(Altro che Divina Commedia: è 11 luglio 1982 di Giuseppe Varaldo il vero capolavoro della letteratura italiana.provare per credere. leggete dal fondo al contrario e vi stupirete. Cose come queste ti tornano spesso in mente quando sei a)
tamatave
Ai lati, a esordir, dama e re, Pertini trepida, tira lieti moccoli,
dialoga - vocina, pipa... -, ricorre alle battute. È durata!... ne
patì Trap: allena - mèritasi lodi testé - Juvitalia, mai amata.
Il boato n'eruppe su filato, mero atto d'ira: assorga da gai palati,
ingoi l'arena! Si rise, noi: gara azzurra - felicità, reti - e ricca!
Né tacerò pose, ire, rapidi miti; citerò paure... però meritan oro. Ci
sono rari tiri? Sia! ma i latini eroi goderono di rigore - c'è fallo
-; "Fatale far tale rete": lassa prosopopea nei peani dona aìre
facile. Ma "fatale" malessere globi dilata, rene, vene ci necrotizza:
ratto, vago, da finir al còre (l'oblierà? Dall'idea - l'Erinni! -
trepiderà: tic e tac...)... Lapsus saliente (idra! sillabo!): non amai
Cabrini; flusso acre - pus era? sudore? -, bile d'ittero ci assalì:
risa brutali, amaro icore... Fiore italo, cari miei, secca, alidirà
vizzito là, se sol - a foci nuove diretti, fisi - a metà recedete:
l'itala idea di vis (i redivivi, noti, ilari miti!) trapasserà, inerte
e vana, in italianità lisa, banal. Attutite relativa ira, correte:
eterni onori n'avrete!
Sibili - tre "fi" - di arbitro: finita lì metà partita; reca loro
l'animo di lotta, fidata ripresa! mira, birra rida'! attuta ire, bile!
La si disse "eterea", la Catalogna: alla pari terrò cotali favolose
ore... Notte molle, da re!
Poeti m'illusero "Va'!", "Fa'!", "Osa!") colla fusione - esile,
serica, viva -, rime lepide, tra anelito d'età d'oro e rudezze
d'orpello; così cederò all'eros, ai sensi rei; amai -l'amavo... - una
grata città, la gag, la vita; nutro famosa cara sete, relativa a Lalo,
Varese, De Falla, Petrassi, e Ravel, e Adam, e Nono... Sor... bene,
totale opaca arte; né pago fui per attori, dive, divi (lo sarò?)... Là
ogni avuto, mai sopito piacere s'evaporò, leggera falena era: se con
amor, lì, alla cara - cotale! - virile sera - coi gaudi sereni, grevi
da dare angine, beati - lo paragono, decàde a ludo, mollica, vile
cineseria, onere. Sì! Taccola barocca allora rimane, meno mi tange:
solo apatia apporterà, goffa noia...
Paride, Ettore e soci trovarono sì dure sorti - riverberare di pira
desueta! - coi gelosi re dei Dori (trono era d'ira, Era, Muse); a Ilio
nati e no, di elato tono, di rango, là tacitati - re... mogi -, videro
Elleni libare, simil a Titani, su al Pergamo: idem i Renani e noi...
"... caparbi", vaticinò - tono trepido -, ed ora tange là tale
causale trofeo (coppa di rito è la meta della partita), trainer fisso;
mìralo come l'anemone: fisso, raro, da elogi... D'animo nobile, divo
mai, mai tetro, fatale varò la tattica.
Cito Gay, ognor abile devo dir: da Maracanà sono tacco, battuta...
Ai lati issò vela l'ala latina Bruno: cerca la rete, si batte assai,
opera lì, fora, rimargina... Bergomi, nauta ragazzo, riserra giù sì
care fila: è l'età...
Coi gradi vedo - troppa la soavità... - capitano Dino, razza ladina.
Rete vigila! dilàtati...!: la turba, l'arena, ti venera. Ad ogni rado,
torpido e no, tirabile tiro, trapelò rapidità sua: parò (la tivù, lì,
diè nitidi casi). Di tutto - fiero, mai di fatica, vivace - raccatta:
e, se tarpate, le ali loro - è la verità - paion logore. Zoff (ùtinam
!) è dei.. Parà: para... Piede, mani, tuffo: zero gol, noi a patire.
Vale oro: lì, là... è l'età...
"Pratese, attacca! reca vivacità!", "Fidiamo!", "Rei fottuti
disaciditi!"... Nei diluvi, talora pausati, di parole partorite lì,
baritone o di proto, da ring o da arene ("Vita nera là, brutalità tali
da ligi veterani, da... lazzaroni!", "Dònati! pàcati! va'! osa!:
l'apporto devi dar!", "Giocate leali, feraci!", "Su i garresi!",
"Rozza gara!", "Tu, animo!", "Grèbani! Grami!", "Raro filare!"; poi:
"Assaetta!", "Bis!" e "Ter!"), alacre, con urbanità, l'alalà levossi:
"Italia!", a tutta bocca, tonò.
Sana cara Madrid, ove delibaron Goya... gotica città talora velata:
forte ti amiamo! Vi delibo nomina di goleador a Rossi - fenomenale! -:
mo', colà, rimossi freni artati (tra palle date male o tiri dappoco è
forte la sua celata legnata), rode, o d'ipertono, tonicità, vibra.
Pacione inane, rimediò magre, plausi - nati tali - miserabili nelle
ore di Vigo (meritàti!); Catalogna ridonò totale idoneità - noi lì a
esumare, a ridare onor -, tiro diede, riso; le giocate use - da
ripide, rare, brevi, ritrose, rudi - son ora vorticose e rotte, e
d'ira paion affogare (troppa?). Aìta, Paolo!: segna, timone mena,
mira, rolla, accora, balòccati sereno, aìre - se Nice lì vacillò -
modula e da' (cedono...): gara polita e benigna - e rada, di vergine
residua... - gioca. Re s'è lì rivelato (Caracalla? Il romano Cesare!):
anela, fa, regge loro, pavese reca...: ipotiposi amo. Tu va' in goal,
ora! Sol, ivi, devi dirottare più foga: penetra a capo elato -
tenebroso non è... -, ma da elevare, issar te, palla, fede, sera
(vola, là) a vitale rete! Sarà caso... Ma Fortuna ti valga galattica
targa, nuova malìa: mai Eris ne sia sorella! Or è deciso; colle
prodezze, dure o rodate doti - lena, arte di Pelé, mira -, vivaci rese
lì sé e noi: su fallo (caso a favore sul limite, opera dell'ometto
nero) è solo, va filato, corre, tira, palla angolata cala... è rete!
Essi di sale, l'Iberia tutta a dir "Arriba!", rimaser. Pirata? Di
fatto li domina... Loro lacerati tra patemi; Latini forti, braidi,
fertili: bis e ter van, ìrono in rete... E terrò cari a vita: le reti;
tutta l'anabasi latina; i Latini, a nave e treni, a ressa partiti
(mìrali!); i toni vivi, derisivi, d'aedi alati; le tede cerate ("Mai
sì fitte" ridevo: unico falò s'esalò, tizzi vari di là accesi); e i
miracolati eroi, feroci...
Oramai la turba si rilassa: i coretti deliberò d'usare. Supercaos
sul finir! Baciamano? No: balli sardi, etnei lassù (spalcate!);
citaredi per tinnire, là, ed il "la" dare; il Bolero, clarini, fado,
gavotta, razzi, torce (Nice n'è venerata) lì. Di bolge, resse, la
melata famelica "feria" anodina è piena, e po' po' sorpassa l'etere la
trafelata folla. Fecero giri d'onore: dogi o re, in Italia, mai si
ritirarono sì coronati. Remore, Perù, aporetici timidi pareri... e
sopore, catenacci reiterati, Cile, far ruzza: a ragione si risanerà lì
ogni itala piaga; da grossa a ridotta, o remota, lì fu, seppure nota,
obliata.
Mai amai la tivù: jet-set, idoli, satire...; ma nella partita -
penata, rude e tutta bella: erro? - ci rapì: panico vago, lai di
locco, mite ilarità di Pertini... tre pere a Madrid, rosea Italia!
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per altri palindromi
http://www.sironi.tk/poesiepalindrome.html
réunion
raga come in tutte le più belle esperienze nautiche, voglio far naufragare questo blog in un altro. sono indeciso tra due. al punto tale che forse ne morirò di inedia tipo l'asino di Buridano. uno è berlusconitiama.splinder.com, l'altro, kazinger.splinder.com, è di un tecnico conosciuto sul classica quest'estate che per la gioia mia, di tutti noi e soprattutto del popolo ebraico che lo attendeva da qualche millennio, ha capito di essere il messia che ci salverà da tutto guidandoci verso un mondo perfetto dove Egli potrà troNbarsi tutte le donne del mondo ad libitum, vivere come un pascià e noi sopravvivere appena di stenti tanto per dargli il piacere di fargli notare ogni giorno l'abisso che intercorre fra tutti noi e Lui. Io gli credo tantissimo e mi sono subito prenotato dei posti di tutto riguardo: uno come e-vangelista ( se siete interessati agli altri 3 occhio che c'è pure Linda Evangelista che preme ad honorem), e poi già che c'ero pure come discepolo per spargere la sua buona novella e raccogliere adepti.*
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* Non è vero. L'autore vuole solo farvi una sorpresa. In realtà è impegnato nella conclusione di un grande poema cavalleresco in ottave, il Tafkaj innamorato, dove si narra dell'avventura di un equipaggio di una nave da crociata che parte non da Roma verso Gerusalemme, ma da Gerusalemme verso Roma per andare a liberare il Vaticano dai tanti antropomorfismi che lo rendono una specie di SPA (salone di bellezza), ma anche da tanti altri "ismi". Secondo segretissime indiscrezioni, la parte più avvincente è quando la nave arriva verso Napoli e l'eroe (ma anche poeta, santo e navigatore) Tafkaj abbandona tutti esclamando "raga io scendo che ho trovato l'amore, e poi comunque siete una massa di testedicazzo che di sicuro fallite no solo questa impresa, ma qualunque altra vogliate addentrarvici. ciao salutatemi il papa" (N.d.C.)**
** Oh ma te cazzi tui mai, eh?(N.d.A.)***
*** No guarda scusa, ma non ce l'ho fatta a tenere per me una notizia del genere (N.d.C.)****
**** Vabbeh ho capito, ma porcatroia pure il finale hai svelato sei proprio bastardo dentro..(N.d.A)*****
***** Raga che succede? calmi dai..a tutto c'è rimedio (N.d.R)******
****** Tu vedi di sparire che oggi non è aria (N.d.C.)(N.d.A)*******
*******Oh! toccati il naso, se no non ti sposi (N.d.C)********
********Cazzo, porcatroia puttanaeva dov'è il naso dov'è...(N.d.A.)
mahe

cioè...capito? questo non è un negativo...è la realtà! è la realtà! è la realtà!